Localizzazione

Huesca


L’accattivante bellezza dell’Aneto, alto 3404 metri, ogni anno tenta lo spirito di conquista di alpinisti provenienti da ogni parte del mondo. Rifulgente di luce e di vita, il grande colosso dei Pirenei dell’Aragona si staglia maestoso sull’imponente paesaggio del Parco Naturale di Posets-Maladeta.

Permanente torre di vedetta di granito e di ghiaccio, l’Aneto si eleva al di sopra di un mare di montagne nella valle di Benasque, un recondito paesaggio del Parco Naturale Posets-Maladeta, in provincia di Huesca. Circondato dalla maggiore concentrazione di cime dei Pirenei, la cui altezza supera i 3000 metri, nei pressi della vetta conserva il ghiacciaio più grande della Spagna.

Realizzare il sogno di risalire fin sulla cima di questa emblematica montagna è un’avventura che richiede rispetto e prudenza, nonché un’attrezzatura adeguata con abbigliamento caldo, scarponi impermeabili, piccozza, ramponi, imbracatura, corde e, naturalmente, i servizi di una guida alpina professionista.

L’Aneto si può scalare tutto l’anno, anche se i mesi più richiesti per risalire fino in vetta sono giugno e luglio, quando il bel tempo accompagna e la neve riempie ancora le fessure delle pareti del massiccio rendendo il percorso più sicuro. Un autobus che parte ogni mezz’ora dalla località di Benasque porta il visitatore, attraverso boschi di pini e abeti, fino al Plan de Besurta, dove finisce la strada e comincia la via d’arrampicata sulla montagna.

Dopo una gradevole passeggiata di circa 45 minuti lungo un sentiero si giunge al Rifugio della Renclusa, situato sul versante nord del massiccio della Maladeta. Un consiglio: se desiderate trascorrere qui la notte per arrampicare il mattino dopo, conviene prenotare con un certo anticipo.

A partire dal rifugio, risalendo lungo la via classica, il paesaggio va cambiando. Le verdi praterie popolate da marmotte lasciano spazio a un paesaggio sassoso e granitico, caratteristico dell’alta montagna. Di pietra in pietra, dopo due o tre ore, si giunge a un passo denominato Portillón Superior, dove comincia il ghiacciaio dell’Aneto. Da qui la veduta è splendida e merita sicuramente di essere fotografata: il rettangolare mare di ghiaccio, la valle, vari picchi e, con un po’ di fortuna, qualche ardito camoscio fanno parte del panorama. Inoltre, in questo punto si può approfittare della sosta per rifocillarsi con un po’ di frutta secca e per indossare i ramponi che faciliteranno l’ascesa.

Di solito ci vuole un’ora e mezza per attraversare il ghiacciaio. Bisogna percorrerlo in diagonale e prestando molta attenzione. Una volta raggiunta la sella Coronas, alla fine del grande blocco di ghiaccio, bisogna sfilarsi i ramponi per superare un dislivello di 200 metri circa fino al famoso Ponte di Mahoma. Questo spettacolare passaggio di 20 o 30 metri circa è conosciuto come il punto più critico della montagna e tuttavia punto di passaggio obbligato per raggiungere la vetta. Per questo, prima di attraversarlo, conviene legarsi con l’imbracatura e la corda. Una volta giunti sulla cima, sormontata da una croce, è possibile godere di una veduta impressionante che va dal Picco di Coronas alla Maladeta.

Dopo una discesa di quattro o cinque ore il viaggiatore potrà ristorarsi assaporando la gastronomia tradizionale della cittadina di Benasque, con antiche pietanze regionali come le ‘molliche del pastore’ e le lenticchie. Il soggiorno in questo tipico paesino pirenaico, circondato da un ambiente spettacolare, completerà l’affascinante esperienza dell’arrampicata sull’Aneto.



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